Skarkos

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Quando si pensa all’isola di Ios non si può ignorare il sito archeologico di Skarkos, autentico polo di attrazione per chi volesse dare una nota culturale alle proprie vacanze in Grecia.

Il sito risale alla prima età del bronzo (dunque il 3.500 a.C. circa), ed è tuttora perfettamente conservato e visibile. Ciò che colpisce ad una prima vista è la singolare pianta concentrica dell’insediamento, che fa apparire la collina, quando la si guarda da Chora, come una gigantesca serie di terrazzamenti … è difficile rimanere indifferenti a questa costruzione, anche vista a distanza (ammetto che io la prima volta che la vidi non pensai assolutamente potesse trattarsi di qualcosa di così antico!  Avvicinandosi si capisce poi che quelle che sembravano terrazze sono in realtà abitazioni: l’agglomerato crebbe mano a mano nel tempo, fino ad assumere la fisionomia che possiamo osservare a tutt’oggi molti anni dopo l’inizio delle costruzioni (dette poi in epoca romana insulae).

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Gli edifici della collina di Skarkos sono considerati molto evoluti per l’epoca: sono spesso a due piani, con accessi tramite scalini in pietra, ed all’interno vi è una quantità di mobilia strabiliante. Non tutte le case sono uguali: alcune si presentano di particolare grandezza e complessità rispetto alle altre (probabilmente anche all’epoca esistevano gerarchie che si rispecchiavano nell’abitazione!). Una cosa che colpisce l’attenzione del visitatore è il fatto che già nell’antichità la qualità della vita in Grecia dovesse essere sostanzialmente buona: le case sono dotate di una sorta di angolo cottura al pian terreno e di una corte che aveva più o meno la funzione dei nostri giardini.

Nei dintorni dell’insediamento abitativo si trovano interessanti testimonianze riguardanti invece l’agricoltura: persino in una zona decisamente arida come l’interno dell’isola di Ios l’uomo dell’età del bronzo riusciva a coltivare legumi e cereali … oltre all’agricoltura egli era dedito anche alla pastorizia (esclusivamente di pecore e capre) … gli studiosi ipotizzano che la cittadina di Skarkos fosse praticamente autarchica, quasi certamente autosufficiente dal punto di vista del cibo, anche se pare facesse parte di una sorta di circuito di scambi con altre isole dell’arcipelago delle Cicladi, principalmente Santorini e Milos, nonché con alcune zone della Grecia continentale, come Argo.

Tra i manufatti rinvenuti presso il sito archeologico di Skarkos spiccano vasi in terracotta, rari oggetto in bronzo e piombo. Punte in osso sono invece state rinvenute in buona quantità, alcune delle quali decorate con vari motivi, e diverse sono state anche le statuette rinvenute, la maggior parte delle quali recanti le tipiche sembianze umane stilizzate per cui è famosa l’arte cicladica. Altri materiali usati sono marmo, scisti e gneiss, poiché pietre loceli (ma per approfondire la geologia delle Cicladi vi rimando al link in oggetto, ne vale la pena).

Ricordate dunque di inserire nel programma della vostra vacanza a Ios una visita di un paio d’ore agli scavi archeologici di Skarkos, il maggiore insediamento del periodo cicladico è a pochi km dal porto e da Chora, con sforzo minimo vedrete qualcosa si stupefacente.

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