Storia di Ios

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La storia di Ios (come del resto quella delle Cicladi e della maggior parte degli insediamenti in Grecia) ha origini antichissime ed è stata parecchio travagliata. La maggior parte dei turisti che affollano l’isola nei mesi estivi non hanno idea di chi sia passato nei secoli precedenti su questo territorio così aspro eppure così ricco di civiltà.

I Pelagi

Storia dell'Isola di Ios
Una statua cicladica

I primi abitanti di Ios furono probabilmente i Pelagi (in lingua greca Πελασγοί, Pelasgòi), una popolazione indigena della porzione di Grecia affacciata sul Mare Egeo le cui origini sono databili nel periodo neolitico. Essi parlavano una lingua propria, diversa da quella dei greci, e stabilirono i loro insediamenti più interessanti nell’isola di Lemno e in alcune zone dell’Attica e della Tessaglia.

Testimonianze di insediamenti preistorici a Ios si trovano sulla collina di Skarkos, mirabolante prova di architettura: costruzioni alte fino a 3 metri dimostrano che già nella preistoria gli abitanti dell’isola sapevano costruire struttre a più piani, per di più dotate di sistema fognario e coibentate in pietra. A Skarkos si trovano anche numerosi utensili in ceramica, metallo, osso e pietra perfettamente conservati.

L’isola successivamente venne abitata dagli Achei (le testimonianze argive sono tuttavia poche) e dai Fenici, prima dell’avvento delle popolazioni ioniche.

Gli Ioni

Gli Ioni abitarono l’isola a partire dal 1050 a.C. portando un nuovo dialetto (da cui, secondo una teoria, l’origine del nome Ios a significare appunto il fatto che vi si fossero stabiliti gli Ioni). La civiltà ionica vide il proprio momento di massimo splendore proprio ai tempi in cui abitò Ios -era presente in Asia Minore, Eubea e Attica- ma l’età classica ben presto portò l’avvento della vera e propria civiltà greca anche in questo paradiso delle Cicladi.

I Greci del periodo classico

Quando i Persiani giunsero alle porte delle Cicladi gli abitanti di Ios pensarono bene di stringersi in alleanza con la Lega marittima di Atene (conosciuta anche come Lega Delio-Attica), in modo da avere maggiore protezione contro i barbari. Questa anfiziona riuscì effetivamente a risparmiare agli abitanti l’invasione persiana e portò la democrazia sull’isola, che venne comunque conquistata dai Macedoni di Filippo II nel 338 a.C.

I Romani e l’età bizantina

Sbarazzatisi di Filippo il Macedone, nel II secolo a.C. gli abitanti di Ios vennero sottomessi prima dalla dinastia Tolemaica, annessi al regno di Tolomeo I d’Egitto, e successivamente dai Romani, che usarono l’isola come luogo di esilio (stessa sorte toccata a numerose altre isole vicine). La dominazione romana durò molti secoli, fino all’epoca bizantina, e lasciò tracce tuttora visibili, in modo particolare nella miriade di chiese tuttora ben conservate sul territorio (sembra siano 365, una per ogni giorno dell’anno!).

Nel periodo tardo romano Ios divenne membro del Ducato dell’Arcipelago (conosciuto anche come Ducato di Nasso, poiché stabilì la sua capitale nell’isola di Naxos). Il Ducato, creato da Marco Sanudo, nipote del Doge Enrico Dandolo, prevedeva il possesso diretto da parte di Sanudo sia di Ios sia di Sikinos, Paros, Antiparos, Naxos, Milos, Sifnos, Kithnos, Kimolos e Folegandros. Gli abitanti di Ios vissero un periodo infelice, costretti a rifugiarsi spesso nel Castello conosciuto come Paleokastro (tuttora visibile sulla vetta di una collina nei pressi di Pirgos) costruito dagli indigeni come protezioni dai pirati, che saccheggiavano le isole del Ducato indisturbati dai veneziani. Nel 1269 la flotta bizantina comandata da Licario riprese possesso dell’isola, ma lo perse poco dopo nuovamente ad opera dei veneziani, guidati da Domenico Schiavo, che si impadronì dell’isola.

Dal ritorno dei Veneziani all’indipendenza

Domenico Schiavo governò personalmente l’isola fino alla morte (nel 1322), dopodiché l’isola venne riannessa al Ducato di Nasso. Il Duca Giacomo I regnò fino al 1418, anno della propria morte, dopodiché le redini del potere passarono nelle mani dei suoi fratelli e successivamente ai loro figli.

Ios venne poi utilizzata come dote per tale Adriana Crispo, figlia del principe Marco e di Lucrezia Loredani: essa co-regnò assieme al marito, il principe Alessandro Pisani, ed in quel periodo l’isola venne dunque annessa ai possedimenti della famiglia di quest ultimo, dando il via alla breve dinastia siciliana.

Nel 1537 Ios venne conquistata dagli Ottomani di Kahyr al-Din Barbarossa, detto Ariadeno, corsaro, ammiraglio e signore di Algeri. Egli, mai ripresosi completamente dalla sonora sconfitta inflittagli dalla Repubblica di Genova nel porto di Tunisi, iniziò una serie di sanguinarie spedizioni in moltissimi porti del Mediterraneo, tra cui Ios, che mal tollerava il suo nuovo sanguinario conquistatore; nel 1558 sembra che venne deportata dai corsari l’intera popolazione dell’isola, che rimase disabitata fino al 1575, quando un gruppo di albanesi nullatenenti, vedendo questa bella porzione di terra completamente disabitata, decisero di mettervi base.

Nel 1829 Ios prese parte attiva alla Guerra d’Indipendenza greca, offrendo 24 navi equipaggiate di tutto punto; nel 1832 l’isola andò sotto il Regno di Grecia, tornando di fatto all’antica madrepatria. Il resto è storia recente, dalla triste parentesi della grecia dei colonnelli fino alla pacifica e colorata invasione degli hippies prima e dei turisti successivamente!

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